
«Prenderemo il largo»: il sì per sempre di Fra Deogracious, Fra Habil e Fra Vimal
C'è un momento, nella vita di un uomo, in cui il Vangelo smette di essere una pagina da leggere e diventa una strada da percorrere. È il momento in cui si risponde non con le parole, ma con tutta la propria esistenza. Domenica 27 settembre, nella Chiesa di San Giorgio ad Acilia, tre giovani fratelli canossiani hanno pronunciato quel sì: Fra Deogracious e Fra Habil, dal Kenya, e Fra Vimal, dall'India, hanno professato per sempre i voti di povertà, castità e obbedienza nell'Istituto dei Figli della Carità.
Una veglia per preparare il cuore
La comunità non è arrivata impreparata a quel giorno. La sera prima, sabato 26 settembre, alle ore 20:00, presso la Chiesa di S. Gianna — il centro pastorale di carità della Parrocchia San Giorgio — la Pastorale Giovanile Canossiana ha animato una veglia di preghiera vocazionale sul tema «Prenderemo il largo». Un invito dolce e coraggioso insieme: lasciare la riva sicura, fidarsi di quella voce che chiama oltre le reti, oltre le proprie misure. Attorno a quel tema, l'intera comunità parrocchiale si è raccolta per pregare, vegliare e accompagnare con il cuore i tre fratelli verso il grande passo.
Il giorno del sì
Domenica, nella Chiesa di San Giorgio, la celebrazione è stata presieduta da S.E. Mons. Andrea Carlevale, Vescovo Ausiliare del Settore Sud di Roma, a cui la comunità appartiene. Con lui hanno concelebrato il Preposito Generale dei Canossiani, P. Carlo Bittante, il suo Vicario P. Francesco Vercellone, e numerosi sacerdoti canossiani giunti dalle diverse comunità d'Italia e dall'estero, insieme a sacerdoti diocesani e di altri Istituti religiosi.
Presenti anche le Suore Canossiane e rappresentanti di vari Istituti femminili di vita consacrata, i laici canossiani e i laici delle comunità dei Padri Canossiani in Italia. Non una folla di spettatori, ma una famiglia: la famiglia carismatica di Santa Maddalena di Canossa, radunata attorno a tre giovani che hanno scelto di donarsi a Dio nei più piccoli, nei poveri, in chi ha bisogno di essere amato e servito.
Il sì che diventa testimonianza
«Prenderemo il largo» non è stato soltanto il titolo di una veglia: è diventata la sintesi di una vita. Fra Deogracious, Fra Habil e Fra Vimal hanno testimoniato, davanti alla Chiesa, che la fiducia in Cristo vale più di ogni calcolo, che la consacrazione non è una rinuncia triste ma una fecondità sorprendente. Tre provenienze, tre storie, tre culture diverse — Kenya, India, e ora Roma — unite in un'unica consegna: essere Figli della Carità.
Che il Signore, che ha iniziato in loro quest'opera buona, la porti a compimento. E che il loro sì, pronunciato in una parrocchia di periferia, continui a risuonare come invito per tanti altri giovani: alzati, prendi il largo, fidati. La barca è pronta, e il Maestro ti attende.